Con ritorno a scuola rischi confusione e ansia, consigli esperti Bambino Gesù

Roma, 14 set. (Adnkronos Salute) – Mascherine che nascondo il sorriso dei nuovi compagni, nuovi percorsi per raggiungere le classi, niente libri condivisi né compagni di banco. Il rientro a scuola al tempo di Covid presenta molte novità per bambini, ragazzi, genitori e insegnanti. Novità che – spiegano gli specialisti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma – possono generare confusione e ansia perché distanti da ciò a cui si è abituati. Nel nuovo numero di ‘A scuola di salute’, il magazine digitale a cura dell’Istituto per la Salute, diretto da Alberto Ugazio, le informazioni e i consigli degli esperti dell’Ospedale per affrontare il ritorno tra i banchi in sicurezza, riducendo le preoccupazioni. Ecco i consigli contro l’ansia da rientro:

Genitori: gli esperti suggeriscono di impegnarsi a non trasmettere ansia ai figli rispetto alle novità; aiutare bambini e ragazzi ad abituarsi alle nuove routine (ad esempio organizzando a casa, con i più piccoli, giochi con le mascherine) e di fare attenzione ai possibili segnali di stress legati a questo periodo così particolare (alterazioni nel ritmo e/o nella qualità del sonno, nervosismo eccessivo, cambiamenti nell’alimentazione) per affrontarli insieme.

Insegnanti: l’invito è a raccontare in modo chiaro e semplice le novità di quest’anno agli studenti, sottolineando l’utilità delle misure di protezione che dovranno rispettare: un modo per renderli disponibili a collaborare e a sentirsi parte attiva del cambiamento. Trovare nuove forme di comunicazione non verbale (ad esempio mimando con le mani i concetti espressi a voce) è l’indicazione per superare le difficoltà di comunicazione legate all’uso della mascherina. Massima attenzione, infine, ai segnali di disagio manifestati in classe.

Bambini e ragazzi: per i più giovani il consiglio è di fidarsi e ascoltare con attenzione genitori e insegnanti sulle novità del ritorno a scuola; di non avere paura di fare domande, chiarire i dubbi con l’aiuto degli adulti di riferimento e di sentirsi parte di un gruppo che, insieme, cerca di proteggere tutti, soprattutto i più deboli.

Per il rientro a scuola in sicurezza “valgono le regole stabilite dal Cts (Comitato tecnico scientifico), ovvero misurazione della temperatura ai bambini prima di uscire di casa: se è superiore ai 37,5° va allertato il proprio pediatria di famiglia. Uso delle mascherine chirurgiche: è obbligatorio a partire dai 6 anni di età, soprattutto negli spazi comuni. Potranno essere abbassate solo se seduti, in classe, e adeguatamente distanziati. Se un bambino presenta dei sintomi mentre è a scuola, dovrà essere isolato in un’area apposita, assistito da un adulto e i genitori dovranno essere immediatamente allertati e attivati. Tampone naso-faringeo: in caso di un bambino positivo al tampone, saranno avviate indagini tra i contatti e sarà il Dipartimento di prevenzione della Asl competente a stabilire le eventuali chiusure.

Influenza di stagione o Covid-19? I sintomi da tenere d’occhio: il primo campanello d’allarme è la febbre. I pediatri dell’ospedale pediatrico capitolino invitano i genitori a tenere d’occhio – e a non sottostimare – i segnali che possono indicare che il bambino abbia contratto il Covid-19 e non l’influenza stagionale che, con l’inizio della scuola, si manifesta con episodi di febbre e tosse.

La temperatura superiore ai 37,5° o la comparsa di almeno un sintomo tra tosse insistente e senza catarro, brividi, dolore muscolare, gola infiammata e mal di testa possono indicare che il bambino sia stato infettato dal virus Sars-CoV2. Sono stati segnalati altri sintomi meno comuni come nausea, vomito, diarrea, perdita del gusto o dell’olfatto. In ogni caso la febbre oltre 37,5, che non scende nemmeno con gli antipiretici, è il primo segnale importante.

Se si sospetta che il bambino sia entrato in contatto stretto con un caso confermato o probabile di Covid-19 nei 14 giorni precedenti la comparsa dei primi sintomi, è importante che rimanga a casa e che venga contattato il pediatra, che identificherà i sintomi e, a seconda della loro gravità, potrà far eseguire i test necessari.

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