Sanità: direzione Villa Sofia, emergenza sociale ma ospedali no fortezze da blindare

Palermo, 13 apr. (AdnKronos) – “Non dobbiamo commettere l’errore di considerare gli ospedali fortezze da blindare con presidi di tecnologia crescente e metodi di sorveglianza sempre più sofisticati. Né basta lamentarsi del fatto che la riorganizzazione delle forze dell’ordine abbia portato con sé la riduzione fino all’abolizione dei posti fissi di Polizia nei nostri presidi ospedalieri”. E’ un passaggio della lettera che la Direzione strategica dell’azienda Ospedali riuniti Villa Sofia Cervello ha inviato all’assessore alla Salute della Regione siciliana, Ruggero Razza, dopo gli ultimi casi di aggressione a personale sanitario di diversi presidi cittadini.

Un fenomeno che per il direttore sanitario, Pietro Greco, il direttore amministrativo, Nora Virga, e il commissario, Maurizio Aricò, assume “per la crescente frequenza connotati francamente preoccupanti”.

“Oggi l’ospedale è visto come una cattedrale burocratica che ‘deve’ erogare guarigione pronta, cessazione immediata dei sintomi, risoluzione delle invalidità e delle fragilità – si legge nella nota -. Tutto quanto non soddisfi questa aspettativa viene semplicisticamente etichettato come ‘mala sanità’. L’uso strumentale fatto troppo spesso dai media di racconti e percorsi di interesse sanitario induce nel lettore frettoloso un atteggiamento ostile e rivendicativo nei confronti del medico, dell’infermiere, dell’operatore sanitario che in questi momenti stanno cercando di dare una risposta alla nostra richiesta, specialmente quando questa, del tutto inappropriata, intasa i punti di accoglienza rischiando di mimetizzare e nascondere quei pochi ‘malati veri’ che avrebbero bisogno di più calma e dell’intera attenzione dedicata dei sanitari che cercheranno di salvare la loro vita”.

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