Sanità: Collodoro (Cimo), violenza in corsia frutto pessima governance

Palermo, 17 apr. (AdnKronos) – “Ogni iniziativa volta a garantire la sicurezza è sempre benvenuta purché si tratti di misure reali e non semplici spot. Chi lavora nelle guardie mediche è oggi più esposto perché è isolato, lì può davvero succedere di tutto ed è necessario assicurare a tutti gli operatori le condizioni massime di sicurezza. L’escalation di aggressioni negli ospedali a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni, però, sono frutto di un problema di sistema davanti al quale la militarizzazione dei presidi appare in tutta la sua inutilità”. Così Angelo Collodoro, vice segretario regionale siciliano del sindacato dei medici Cimo, commenta con l’Adnkronos l’iniziativa dell’Asp di Palermo di dotare tutte le guardie mediche cittadine e della provincia della videosorveglianza e di dispositivi anti-aggressione.

“Negli ultimi giorni – racconta – funzionari della Polizia inviati dal prefetto girano per gli ospedali per raccogliere notizie e informazioni in vista del vertice in programma venerdì con l’assessore Razza e i manager sanitari. Ci si è mossi in ritardo. Da tempo chiediamo maggiore attenzione al tema della sicurezza ma abbiamo registrato un’indifferenza colpevole. Adesso che la situazione è esplosa con un’escalation allarmante di aggressioni a medici, infermieri e personale sanitario si cerca di correre ai ripari”.

La videosorveglianza per Collodoro è solo una delle soluzioni percorribili. La più immediata. “All’ospedale Villa Sofia le telecamere sono state istallate nel 2006 ma non sono mai entrate in funzione – dice -, al Civico non ci sono mai state. Una mancanza che i vertici delle aziende hanno imputato ai sindacati. Nulla di più falso”.

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