Sanità: Collodoro (Cimo), violenza in corsia frutto pessima governance (2)

(AdnKronos) – Per arginare la violenza in corsia, però, secondo Collodoro, serve “un’azione di sistema”. Le cause delle aggressioni, infatti, vanno ricercate in “servizi che non funzionano come dovrebbero”. “Il sistema pronto soccorso, così come è concepito oggi, è un ammortizzatore sociale – denuncia -. Nulla a che vedere con la vera ‘mission’ di una struttura concepita per gestire le emergenze/urgenze, ma piuttosto un luogo dove far confluire la domanda di salute insoddisfatta, le inefficienze di un sistema territoriale non in grado di fare filtro”. Accade così che i pazienti vengano dirottati dagli stessi medici di medicina generale verso i pronto soccorso per fare esami più velocemente e che nell’area di emergenza a causa di “una riduzione e cattiva gestione dei posti letto negli ospedali” restino per giorni.

“Nelle grandi aree di emergenza – aggiunge Collodoro -, la causa principale del sovraffollamento è il blocco dell’uscita, cioè l’impossibilità di ricoverare i pazienti nei reparti degli ospedali per indisponibilità di posti letto, dopo il completamento della fase di cura in pronto soccorso”. Il risultato è un “ingolfamento dei pronto soccorso” che insieme a “una carenza di personale e a organici sottodimensionati rende la situazione esplosiva”. Insomma, è la tesi del vice segretario regionale del Cimo, a non funzionare è “la governance dall’assessorato in giù”. Ma a pagarne le conseguenze, in caso di errori clinici che “in queste condizioni di lavoro sono dietro l’angolo” sono i medici e non “direttori sanitari o generali che hanno creato le condizioni del disastro”.

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