PerMicro con Bnl a servizio delle startup

Roma, 13 ott. – (Adnkronos) – “Con PerMicro guardiamo a startup o a imprese avviate da poco tempo che quindi non hanno la sufficiente storia creditizia o non hanno sufficienti garanzie patrimoniali per rivolgersi al canale tradizionale delle banche. Il nostro target principale sono persone motivate e competenti, con una buona idea imprenditoriale che però mancano dei requisiti riconosciuti delle banche classiche”. Lo sottolinea, a margine della Maker Faire di Roma, Valentina De Masi, Loan Officer per il Lazio di PerMicro, una tra le più importanti società di microcredito in Italia. 

PerMicro è nata nel 2007 a Torino grazie al sostegno di Oltre Venture e Fondazione Paideia, ed è socio fondatore della Rete Italiana degli operatori di Microfinanza (RITMI) e membro attivo dell’European Microfinance Network (EMN). Nella sua azione PerMicro – ricorda la De Masi, può contare su una partnership consolidata con BNL, nostro partner industriale e che detiene il 20% delle quote sociali. Grazie a questa forte sinergia BNL riesce a servire un segmento di clientela che altrimenti non riuscirebbe a soddisfare e che invece, attraverso noi, diventano ‘bancabili'”.

Fra le storie di microcredito una è sbarcata proprio alla Maker Faire: è quella di due giovani fratelli – Damiano e Andrea Aureli – che hanno messo in piedi la Safehoverboard, una società che realizza hoverboard di qualità superiore alla media nell’ottica – come dice il nome – di garantire una maggiore sicurezza ai clienti, spesso giovanissimi. “Ci hanno contattato a luglio – ricorda – cercavano un credito per la loro società avviata da un anno e mezzo circa  e quindi priva di una storia creditizia. Siamo rimasti subito colpiti dal loro spirito imprenditoriale e da uno spirito di iniziativa che andava ben oltre alla media dei loro coetanei”.

Certo, ammette De Masi, “finanziando startup si va incontro a una serie di problematiche. Ma noi abbiamo comunque strumenti di sostegno per i nostri microimprenditori: e comunque può sorprendere il fatto che la clientela che si rivolge a istituti di microfinanza e microcredito in realtà è molto più solvibile rispetto a quella tradizionale. Si tratta di persone veramente competenti e motivate, con un ritorno molto positivo: insomma, non abbiamo tassi di insolvenza più alti della media. Paradossalmente chi ha di meno paga di più”.

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