Mafia: Mancino, nelle intercettazioni con D’Ambrosio no interferenze (2)

(AdnKronos) – E poi Nicola Mancino aggiunge: “Il consigliere D’Ambrosio era convinto che il confronto a suo avviso era inevitabile. Confesso che la telefonata fu lunga – e imbarazzante – anche se io non avevo avanzato nessuna richiesta. A posteriori dichiaro che era preferibile non telefonare”. “Ritengo utile, invece, avere annunciato al consigliere D’Ambrosio che avrei indirizzato una lettera al Capo dello Stato, chiedendo il coordinamento fra le Procure di Palermo e di Caltanissetta”.

Poi spiega: “Sei procure decidono sulla inattendibilità di Massimo Ciancimino – Catania, Reggio Calabria, Roma, Firenze, Bologna e Caltanissetta, solo Palermo con il dottore Ingroia dichiara che valuterà di volta in volta quando il Ciancimino è attendibile e quando no. Poiché in una delle mie intercettazioni con il consigliere D’Ambrosio commento quanto l’ex Presidente del Senato, dott. Grasso, incontrandolo, mi disse che non era ammissibile l’avocazione. Al Presidente Grasso io risposi: l’avocazione no, ma il coordinamento sì”.

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