Energia: Club di Roma, stop ai combustibili fossili entro 2050 (2)

(AdnKronos) – Se si segue la strada del dimezzamento dell’uso dei fossili da qui al 2050, il riscaldamento globale, avverte il Club di Roma, raggiungerà 2 gradi in più rispetto all’epoca preindustriale già nel 2060. Una crescita destinata ad arrivare nei 40 anni successivi, al 2100, a 2,5 gradi in più rispetto all’epoca preidustriale, un quadro in cui secondo le previsioni della scienza si entra in una fase di imprevedibile caos climatico. La soluzione è un’altra: eliminare I combustibili fossili entro metà del secolo.

“Fermare l’uso del carbone, del petrolio e del gas nei prossimi 32 anni è necessario per risolvere la crisi”, dice Jorgen Randers, l’accademico norvegese esperto di Strategia climatica alla Norwegian Business School che ha collaborato a tutti i rapporti del Club di Roma, a partire dal primo, il celeberrimo ‘Limits to growth’. “Sarà difficile. Perché quello che deve essere fatto non è economicamente redditizio nell’immediato o nell’interesse a breve termine della popolazione. L’unica strada per mantenere la crescita della temperatura mondiale nel limite di 1,5 gradi è eliminare gradualmente l’uso di combustibili fossili dal 2020 al 2050”.

Ed è l’autore dell’ultimo Rapporto del Club di Roma, Anders Wijkman, membro dell’Accademia svedese delle scienze, a sintetizzare le proposte operative che il Club pone all’attenzione dei decisori politici. “Eliminazione di tutte le fonti fossili entro il 2050. Occorre fermare immediatamente le prospezioni per la ricerca di depositi geologici di carbone. Fine dei sussidi a petrolio, carbone e gas: queste centinaia di miliardi di dollari devono andare allo sviluppo delle rinnovabili. E poi occorre far partire il carbon pricing”.

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