Cfi incorpora Soficoop

Roma, 7 mag. (AdnKronos) – Cooperazione Finanza Impresa (Cfi) incorpora Soficoop e diventa l’unica società finanziaria nata con la legge Marcora per la promozione dell’impresa cooperativa. Il via libera alla fusione è arrivato dall’Assemblea straordinaria dei soci di Cfi, oggi a Roma, alla presenza del presidente Mauro Frangi e dell’ad Camillo De Berardinis. Nel corso della giornata di lavori, cui ha partecipato anche il presidente della Legacoop Mauro Lusetti, è stato archiviato anche il Bilancio 2018 ed il perimetro delle Attività di Cfi per il triennio 2016-2018.

Con questa fusione, Cfi, 33 anni dopo la sua costituzione, diventa “l’unica società finanziaria, partecipata e vigilata dal Ministero dello Sviluppo Economico, per l’attuazione della Legge ‘Marcora’, la promozione delle imprese cooperative e il sostegno ai ‘workers buyout'” afferma Cooperazione Finanza Impresa sottolineando che la fusione, che coinvolge così i due investitori istituzionali partecipati e vigilati dal Mise, permetterà di “rafforzare l’attività di promozione di nuove imprese, con priorità alle imprese rigenerate dei lavoratori – i cosiddetti Wbo – e di salvaguardia dell’occupazione.

La fusione, inoltre, permetterà anche di “migliorare il livello di assistenza alle cooperative nella progettazione e realizzazione dei programmi di investimento” e di “ampliare il perimetro di attività attraverso la ricerca di sinergie con misure agevolative complementari, come quelle a sostegno dell’economia sociale, delle aziende sequestrate e confiscate, dell’occupazione giovanile e con i fondi regionali per lo sviluppo della cooperazione, al fine di favorire l’accesso al credito e offrire nuove e maggiori opportunità alle imprese”.

La fusione, sottolinea ancora Cooperazione Finanza Impresa, “rappresenta quindi per Cfi una grande opportunità, non solo per il positivo impatto sul piano organizzativo, ma soprattutto per la sua valenza strategica”. La società finanziaria partecipata e vigilata dal Mise osserva inoltre che “dare vita ad un’unica società finanziaria, non ha come effetto solo quello di concentrare risorse economiche e competenze in un solo investitore istituzionale, ma di consolidare le risorse conferite dal Mise e rendere più efficace l’azione di investitore istituzionale e di strumento di attuazione degli interventi di promozione e sviluppo della cooperazione previsti dalla Legge Marcora”.

Per queste ragioni, come attestato dal Mise, il processo di aggregazione è “in linea con l’interesse pubblico orientato a favorire l’efficientamento nella gestione delle risorse conferite”.

In termini operativi, la fusione di Soficoop in Cfi produrrà come effetto un incremento del patrimonio netto di Cfi che raggiungerà i 110 milioni di euro, il capitale sociale sarà di 98 milioni di euro a cui si aggiungono 12 milioni di riserve. Il piano di sviluppo predisposto per il prossimo triennio da Cooperazione Finanza Impresa prevede di sostenere 180 imprese con interventi dal valore complessivo di circa 12 milioni di euro su base annua.

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