Caso Cucchi: Borghi, Stefano non era un santo ma non è caduto dalle scale (2)

(AdnKronos) – “Ora – evidenzia il protagonista Alessandro Borghi – sento una grandissima responsabilità nei confronti di questo film, mentre lo facevo non ce l’avevo, ero incredibilmente tranquillo; adesso sento che questa responsabilità c’è perché vedo che c’è stata la risposta del pubblico che speravo ma non immaginavo”. Il film non indugia sulle ferite, ma il dolore di Stefano entra piano sottopelle. Le immagini lasciano storditi, in lacrime o senza parole, ma non indifferenti.

La potenza della pellicola sta nel realismo, nella disperazione di mamma Rita e papà Giovanni, nella sofferenza della sorella Ilaria interpretata da Jasmine Trinca, nella somiglianza inquietante tra l’attore e Stefano. La narrazione non fa sconti a nessuno: dai carabinieri che lo arrestarono ai medici che lo ebbero in consegna, dalla polizia penitenziaria alla vittima e alla sua famiglia. Dentro c’è una combinazione di omertà, indifferenza, incuria, incapacità di assolvere ai propri dovere. “Questo film non santifica nessuno. Il messaggio che deve arrivare è che – conclude l’attore – nonostante tu possa essere il peggiore non meriti di essere ammazzato”.

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