Lavoro: Uiltec, smart working va normato al più presto con confronto tra le parti

Roma, 25 giu. (Labitalia) – “Il primo agosto finirà la fase emergenziale dovuta alla diffusione del Covid 19 e che ha caratterizzato il Paese negli ultimi mesi. Prima della pandemia erano 700mila i lavoratori che svolgevano il lavoro da casa; dopo sono diventati 8 milioni. Non sarà facile farli tornare sugli abituali posti di lavoro. In ogni caso è bene che si sappia che il lavoro a domicilio non è ‘smart working’; che quest’ultimo è un vero e proprio lavoro subordinato che va normato attraverso un confronto tra sindacati ed imprese, che bisogna impegnarsi a far ritrovare la strada del rilancio al Paese attraverso un effettivo Patto per il Paese”. Lo ha detto Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec, intervenendo alla prima giornata dei lavori della Scuola di Relazioni industriali promossa dal Diario del Lavoro.

Alla sessione odierna, oltre ai gruppi di lavoro dei corsisti frequentanti, hanno preso parte le docenti universitarie di Diritto del Lavoro Lucia Valente e Silvia Cicciovino; la docente universitario di Economia, Maria Giovannone; la ricercatrice dell’Istat Francesca Della Rotta.

Il dibattito è stato incentrato su come cambia il mercato del lavoro e Paolo Pirani ha indicato il giusto equilibrio da ricercare tra i fattori del lavoro e quelli della produzione: “Dovremo ritrovare l’efficace sinergia –ha concluso- tra le politiche sociali da adottare celermente e la intensa produzione di beni necessari, affinché il Paese riesca al più presto ad uscire dal guado”.

]]>

Consigliati