Lavoro: smart working, a un anno da legge si diffonde anche grazie a tecnologia

Milano, 1 giu. (Labitalia) – La legge italiana sullo ‘smart working’ compie un anno – una normativa che è stata definita avanzata per la media dei Paesi dell’Ue – mentre questo modello organizzativo cresce e si diffonde nelle imprese grazie alle tecnologie digitali. L’innovazione rende il lavoro ‘agile’, aumenta la produttività, migliora la relazione tra azienda e individuo perché agisce su soddisfazione e gratificazione personale. A tracciare un bilancio è Sap, leader mondiale nelle soluzioni software per il business, che per martedì 12 giugno, alle ore 18,30, presso Open Milano (viale Montenero 6, a Milano), ha organizzato un nuovo appuntamento nell’ambito del ciclo di incontri ‘Open to the Future. Talk sull’innovazione’, in collaborazione con OpenMilano, nel quale si parlerà, appunto, di smart working.

La lettura del fenomeno e dei cambiamenti in atto sarà affidata agli interventi di Pietro Iurato, direttore delle risorse umane di Sap Italia, Carlo Bitetto, direttore Fondazione garagErasmus, nata per supportare e accompagnare i talenti europei nel mondo del lavoro, Roberto Monzani, responsabile dei contenuti digitali dell’F.C. Internazionale, e la blogger e scrittrice Stella Pulpo, che ha affrontato con sagacia e ironia questo argomento, sia a livello personale sia tramite i personaggi dei suoi scritti.

Un fenomeno in continua crescita, dunque, che riguarda l’esperienza del lavoratore, i processi di selezione delle risorse umane e l’organizzazione del lavoro. Proprio un anno fa, il 14 giugno 2017, entrava in vigore in Italia la legge sullo smart working, normativa da molti considerata fra le più evolute in Europa e volta a favorire l’articolazione flessibile del lavoro subordinato attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici.

Secondo alcune stime, questo modello potrebbe stimolare un aumento della produttività del 15% e creare benefici per 13,7 miliardi di euro, oltre che avere un impatto favorevole sia sull’equilibrio fra lavoro e vita privata dei dipendenti, sia sull’ambiente, grazie alla riduzione degli spostamenti cittadini. L’innovazione tecnologica non abilita soltanto la possibilità di lavorare a distanza, ma tocca una serie di altri aspetti molto importanti per organizzazioni e dipendenti. Il lavoratore può interagire con applicazioni aziendali intuitive, digitali e semplici vivendo un’esperienza adatta al proprio stile di vita e simile a quella del consumatore finale.

Il caso di Sap è emblematico: è possibile richiedere congedi e permessi, avvisare quando si è malati o visualizzare la busta paga in ogni momento e luogo e su qualsiasi dispositivo. Questo permette di creare una cultura aziendale che promuove l’engagement del dipendente, il lavoro per obiettivo, la collaborazione inter-divisionale e l’intrapreneurship. Il digitale sta guidando una vera e propria rivoluzione anche nel comparto Hr: la digitalizzazione provoca dirompenti cambiamenti nella forza lavoro, nella natura del lavoro stesso, nello sviluppo di nuove competenze (digitali e soft), nella struttura organizzativa. Le aziende hanno quindi bisogno di pensare e agire in modo integrato per garantire le migliori esperienze possibili a candidati, nuovi assunti e dipendenti.

Un esempio di come il digitale stia influenzando processi Hr è dato dall’uso di intelligenza artificiale a supporto dei processi di assunzione. Attraverso il matching tra posizioni aperte e cv, una delle funzionalità presenti in Sap SuccessFactors, la selezione è più accurata e trasparente, meno viziata da pregiudizi, più rapida ed efficace. Inoltre, i candidati già presenti nel pool di talenti ricevono notifiche personalizzate sulle posizioni aperte, fattore che migliora notevolmente l’esperienza complessiva del candidato.

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