Formazione: Skilla, manifesto per educatori professionali

Milano, 26 nov. (Labitalia) – Un manifesto per la formazione per la comunità dei formatori italiani, educatori professionali, insegnanti. E’ quello creato da Skilla, team interdisciplinare di designer, ingegneri, filosofi, economisti che si è affermato in Italia per metodi formativi innovativi e di rottura, con nuovi linguaggi multimediali e con una library multilingua di contenuti multimediali utilizzati da oltre 600 organizzazioni italiane e multinazionali a disposizione di oltre un milione di dipendenti. Il manifesto per la formazione vuole portare un contributo all’evoluzione della formazione continua delle persone, in un’epoca di radicali cambiamenti tecnologici e culturali. La capacità di coniugare il meglio della nostra storia culturale e artistica con le enormi potenzialità delle nuove tecnologie è al centro del manifesto per la formazione.

Secondo il manifesto sono 12 i punti per l’apprendimento in epoca digitale, tra valori e metodo. Primo punto: ricercare la bellezza in tutto ciò che ci circonda. “Ogni grande opera d’arte – si legge nel manifesto – coinvolge le nostre sensazioni ed emozioni, suscita in noi piacere estetico, senso di leggerezza e di quiete. La ricerca della bellezza nell’apprendimento è il percorso originale che va ricercato in ogni percorso formativo con la realizzazione di una vera e propria scuola di design interna dedicata alla continua ricerca della qualità dei materiali didattici, del design di percorsi e-learning coinvolgenti e piacevoli, fino allo studio dell’estetica delle interfacce di sistemi e-learning, delle Intranet aziendali, di software dell’apprendimento”.

Secondo punto: cogliere con chiarezza l’essenza delle cose. “Cogliere l’essenza delle cose – sottolinea – è oggi il fondamentale punto di partenza di ogni efficace processo di apprendimento e percorso formativo. Aule di due ore sono più efficaci, per coinvolgimento, apprendimento, memorizzazioni, di aule di otto ore; pillole formative multimediali di pochi minuti, 15 minuti al massimo, sono più efficaci di percorsi e-learning di tre o quattro ore”. Terzo punto: stimolare il desiderio e la passione di migliorare continuativamente. “Compito di ogni educatore – fa notare – è quello di stimolare il desiderio del miglioramento continuo e non quello di ‘riempire la testa’ di informazioni e concetti che saranno presto dimenticati. Dovrà sempre più fornire scintille per accendere la passione della ricerca e dell’autoapprendimento. La formazione sarà sempre meno calata dall’alto, a catalogo, per spostarsi verso la creazione di ambienti, reali e virtuali, pieni di opportunità di apprendimento che le persone potranno liberamente frequentare per il proprio sviluppo personale e professionale”.

Quarto punto: dare forma ai sogni e alle aspettative delle persone e delle organizzazioni. “Una formazione di alta qualità – avverte – è necessaria per rompere modelli di pensiero e culture obsolete, per cogliere le opportunità delle grandi trasformazioni in atto, per creare passioni ed emozioni che mobilitino energie e passioni”. Quinto punto: vivere da protagonisti e con piacere le innovazioni tecnologiche. “Le nuove tecnologie digitali – prosegue il manifesto – stanno assumendo un ruolo centrale per l’apprendimento, con un’intensità e pervasività pari, se non superiori, a quello avuto nel passato dall’introduzione della scrittura, della stampa e della radio e televisione. Anche in questo campo il nostro paese sta accumulando ritardi e la stessa formazione ne è coinvolta, perché ancora troppo ancorata a modelli del passato. Le nuove competenze digitali dovranno essere al centro di ogni programma formativo aziendale. La formazione dovrà accompagnare le persone a comprendere e utilizzare le nuove tecnologie per migliorare le proprie condizioni di vita e di lavoro”.

Sesto punto: visualizzare pensieri per presentare e condividere idee. infografiche e visual thinking stanno irrompendo nella formazione. “La visualizzazione di qualità si avvale di tutti i punti precedenti: ricerca della bellezza e dell’essenziale, creazione di nuove visioni e desiderio di approfondimento, utilizzo delle tecnologie”, aggiunge.

Settimo punto: ricercare approcci creativi e continua innovazione. “Educare al pensiero e all’agire creativo – spiega – è una delle priorità formative di questa epoca, perché le persone e le organizzazioni sono ormai consapevoli della fine di un’epoca e della necessità di prepararsi a un mondo che richiederà continua innovazione. La creatività è metodo, scienza e cultura. La formazione deve prima di tutto ricercare essa stessa approcci creativi e continua innovazione delle sue metodologie, per essere sempre più efficace”. Ottavo punto: portare nel futuro il meglio della nostra tradizione culturale ed artistica. “La ricerca di innovazione, la centralità delle nuove tecnologie nell’apprendimento – osserva – sarà tanto più efficace quanto più saprà raccogliere e portare nel futuro il meglio della nostra tradizione artistica e culturale. Non esiste percorso formativo Skilla che non abbia al suo interno almeno un’opera d’arte da osservare per riflettere e un’opera di letteratura”.

Nono punto: generare emozioni positive, benessere, stupore. “L’apprendimento – assicura – sarà più efficace se coinvolge positivamente le persone, se si rompe la tradizionale associazione ‘studio uguale noia e fatica’. Per questo, l’utilizzo di linguaggi che generino coinvolgimento positivo, umorismo, benessere, sono decisamente più efficaci di linguaggi seriosi e pesanti, tipici della formazione tecnica. Cartoni animati, fumetti, giochi coinvolgenti, autoironia sono linguaggi sempre più importanti”. Decimo punto: operare con concretezza, rigore scientifico, rapidità, focalizzazione. “Le organizzazioni – prosegue – richiedono sempre più risultati concreti, visibili e misurabili della formazione. Per questo è necessario avvalersi di rigorose metodologie e di ricerca continua, per rendere sempre più efficace l’apprendimento in tempi sempre più brevi”.

Undicesimo punto: connecting minds. “Stimolare il social learning, l’intelligenza collettiva delle persone, formatori, organizzazioni. Il sapere umano, lo sviluppo e il benessere delle persone e delle organizzazioni sono sempre più legati alla capacità di costruire reti, confrontarsi, creare ambienti che facilitino il social learning, la condivisione delle esperienze, la contaminazione di idee diverse. La creazione del futuro e la sua qualità dipenderanno dall’intelligenza collettiva e dai circuiti virtuosi che le persone sapranno attivare, anche con la formazione”, dice.

Dodicesimo punto: formare le persone è un atto di responsabilità sociale. “Formare le persone è un atto di responsabilità sociale. La formazione e le competenze acquisite sono infatti la ‘moneta intellettuale’ che concorre alla sicurezza professionale e sociale della persona. La formazione è una componente fondamentale del nuovo welfare, perché la rivoluzione tecnologica in atto e i rapidi cambiamenti rischiano di creare nuove forme di emarginazione nelle organizzazioni e nella società”, conclude.

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