Fase 3: Confsal, in questi mesi smart working di ‘pronto soccorso’

Roma, 24 giu. (Labitalia) – “Quello che abbiamo applicato in questi mesi è stata una sorta di smart working di ‘pronto soccorso’, un rimedio. Lo smart working nasce come una scelta, in questo periodo è diventata una scelta obbligata, un obbligo, ed è stato adottato a prescindere da quelli che erano gli elementi costitutivi dell’istituto smart working”. Lo ha detto il segretario generale della Conflsal, Angelo Raffaele Margiotta, intervenendo alla presentazione dell’indagine nazionale sullo ‘Smart working 2020: capire il presente per progettare il futuro’, promossa dall’associazione datoriale Cifa, dal sindacato Confsal e dal fondo interprofessionale Fonarcom e realizzata dal Centro studi InContra, nell’ambito dell’iniziativa ‘#IlLavoroContinua’.

Secondo Margiotta “lo smart working in futuro dovrà essere una scelta, non un obbligo, un adattamento”, servirà sì un “cambiamento culturale”, ma anche “formazione sulla sicurezza che copra anche il nuovo concetto di luogo di lavoro”, “immaginando un muovo modello lavorativo da implementare anche a livello contrattuale”.

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