24 OreRiscaldamento nelle scuole: “sorvegliato speciale”

Riscaldamento nelle scuole, ovvero il sorvegliato speciale numero uno. Dopo i disservizi emersi al rientro dal ponte dell’Immacolata, durante il quale le temperature sono cadute in picchiata, il Comune ha disposto un monitoraggio a tappeto e ora anche la Provincia ha deciso di attivare delle misure di controllo. «Già dalla scorsa settimana – spiega la consigliera all’Istruzione Milù Allegra – abbiamo deciso che ogni lunedì i nostri uffici chiameranno le scuole una per una, per verificare le temperature interne. In caso di problemi, attiveremo immediatamente la ditta titolare dell’appalto». Negli ultimi giorni erano rimasti al freddo diversi istituti: oltre ai casi già noti di Lumellogno e del Torrion Quartara, ora spuntano anche quelli del distaccamento del Ravizza alla Pajetta e quello (ormai cronico) dell’Ipsia Bellini. «Per la Pajetta è titolare il Comune, con cui ci siamo messi in contatto giovedì scorso, in seguito alle segnalazioni ricevute – spiega Allegra – Da quanto mi risulta, la situazione è tornata alla normalità nella giornata di martedì. Ma, secondo quanto ci è stato riferito dagli uffici comunali, lì il problema è rappresentato da una caldaia molto datata, che a volte va in blocco. Ora è stata sistemata, ma nessuno è in grado di garantire se il disguido si ripresenterà o meno». Se alla Pajetta resta un punto interrogativo, per il Bellini di via Generali la situazione è critica da tempo. «Ormai sono terminati i lavori di sistemazione della copertura (per la cronaca l’originale era in plexiglas e l’anno scorsa era stata danneggiata da un operaio, che ci era salito per fare degli interventi, ndr) – continua la consigliera all’Istruzione – Ma resta il problema del laboratorio di moda. Purtroppo in quella struttura c’è molta dispersione di calore ed è necessario intervenire in modo strutturale. Abbiamo partecipato a un bando regionale, su cui stiamo attendendo risposta. Ma nel frattempo stiamo anche cercando fondi per intervenire in anticipo per effettuare una riqualificazione energetica. L’anno scorso abbiamo fatto aggiungere degli elementi ai termosifoni, ma non sono sufficienti per contrastare la dispersione».

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