24 OreI Giovedì Letterari della Biblioteca incontrano le parole dell’autore tedesco Hans Fallada

È in programma per oggi alle 18 alla Biblioteca Negroni il secondo appuntamento con I Giovedì Letterari dedicati alle “Pagine di liberazione”. Durante l’evento, intitolato “Il più importante libro sulla resistenza tedesca”, sarà preso in analisi il romanzo “Ognuno muore solo” di Hans Fallada.

«Il libro più importante che sia mai stato scritto sulla resistenza tedesca al nazismo» è una definizione data da Primo Levi. Ognuno muore solo, uscito nel 1947, è basato su una storia vera, rielaborazione letteraria dell’inchiesta della Gestapo che portò alla decapitazione due coniugi berlinesi di mezz’età. Hans Fallada, massimo autore del neorealismo weimariano, ormai alcolizzato, dipendente da farmaci, ripetutamente incarcerato e rinchiuso in istituti psichiatrici, ricevette l’incartamento da autorità della ricostruzione e scrisse l’opera nel tardo 1946, in ventiquattro giorni, appena prima di morire. Eppure, questo ritratto raggelante della Germania sotto la doppia angoscia del nazismo e della guerra è rimasto dimenticato a lungo e vive solo oggi una nuova stagione anche grazie alla trionfale scoperta e pubblicazione in America. Ciò malgrado possegga, oltre al valore letterario e storico, tutte le qualità che assicurano un’esperienza di lettura toccante. Una spietata caccia all’uomo, con tanto di bandierine sulle carte, guidata da investigatori tanto tecnicamente capaci quanto irrazionalmente mossi da un fanatismo assurdamente sproporzionato agli scopi. Contrastante con il luogo comune di un Hitler che non conobbe oppositori tra la gente ordinaria, unita nella colpa collettiva. Fallada racconta di poveri eroi. Anna e Otto Quangel, lui caporeparto, lei casalinga, come tutti i loro pari soli e addormentati e poco prima ancora abbagliati dal Führer, conoscono un risveglio dopo la notizia della morte del figlio al fronte, e cominciano a riempire alcuni caseggiati della loro Berlino con cartoline vergate in modo incerto di appelli ingenui di ribellione. Lo fanno per comportarsi con decenza fino alla fine, ben sapendo che morranno e sicuri che nel vicino incontreranno più facilmente il delatore. L’autore li illumina, scorgendo in loro una specie di coscienza della nazione, rappresentata dai tanti volti intorno, espressioni di un popolo spaccato in due, chi odia e opprime e chi è sepolto nella sua paura.

Hans Fallada, pseudonimo di Rudolf Wilhelm Friedrich Ditzen (1893-1947), è stato uno scrittore tedesco. È uno fra gli autori di lingua tedesca più conosciuti del XX secolo. Le sue opere, tradotte in diverse lingue, hanno riguardato essenzialmente scritti a sfondo sociale. Alcuni dei suoi racconti sono stati pubblicati postumi. Il suo lavoro più noto è il romanzo E adesso, pover’uomo? (Sellerio), scritto nel 1932. Quest’opera è conosciuta in Italia anche attraverso la riduzione per la televisione che ne fu fatta nei primi anni sessanta con il titolo Tutto da rifare pover’uomo e con l’interpretazione, fra gli altri, di Ferruccio De Ceresa nel ruolo del protagonista, Paolo Poli, Luigi Vannucchi, Carlo Romano e Laura Betti.

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