24 OreIl fuoco incontrollato torna a uccidere: vittima un 80enne

L’allerta incendi boschivi è rientrata da 2 settimane, ma il fuoco incontrollato continua a uccidere. Un uomo di 82 anni, Renato Medina di Oleggio Castello, si è spento al Cto di Torino a causa delle gravi ustioni riportate mentre dava fuoco a dei rami secchi nel giardino di casa. L’episodio è accaduto ieri, lunedì 18 dicembre. Medina era stato portato in elisoccorso all’ospedale di Alessandria, ma le sue condizioni erano talmente gravi che i medici hanno poi deciso di trasferirlo al Centro grandi ustionati di Torino. Nella mattinata di oggi il quadro clinico è precipitato, fino a condurlo al decesso.
Si tratta della seconda vittima per episodi di questo genere: a fine agosto un 92enne di Recetto, Amelio Claus, era rimasto imprigionato dalle fiamme che aveva appicato alle sterpaglie, nel campo di fronte a casa. Mentre un 80enne di Castellazzo, lo scorso 27 novembre, era rimasto ustionato sul 40% del corpo, sempre durante un’operazione simile.
Tragedie di questo tipo sono quasi sempre legate alla perdita di controllo sulle fiamme, che la persona va ad appiccare, con l’obiettivo di fare pulizia. Operazioni che, però, le autorità locali sconsigliano fortemente. Ecco cosa aveva dichiarato a La Voce il comandante provinciale dei carabinieri forestali, Valerio Cappello, in piena emergenza incendi: «L’abbrucciamento dei campi e delle sterpaglie va sempre concordato con il Comune su cui insiste il terreno in cui si trova il luogo stesso dell’operazione. È una pratica piuttosto diffusa, ma anche in fase di superamento. Le ceneri hanno un potere fertilizzante, in realtà, limitato. Si possono scegliere altre tecniche per la pulizia di campi e orti, come ad esempio il triturare le sterpaglie per la produzione di biomasse. Gli apparecchi hanno costi contenuti (si parla di centinaia di euro) e si evita di maneggiare il fuoco, che è sempre pericoloso».

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